Voci laterali
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La storia

La fondazione:

Prima di iniziare la cronistoria della fondazione della Cassa Rurale ed Artigiana di Mozzanica, è necessaria una premessa: il lettore deve disporsi con la mente negli anni dell'immediata fine della Prima Guerra Mondiale...


La memoria non deve dimenticare le molte illusioni create dalla Vittoria Mutilata e riservate al popolo dopo le sofferenze della guerra: povertà, miseria, molti doveri, pochissimi diritti. La gente pertanto era molto scontenta. Così si verificò pure a Mozzanica. I giovani, tornati delusi dal fronte, le famiglie rimaste più povere di quanto non lo fossero mai state perché la forza lavoro era in trincea. Parecchi Mutilati ed Invalidi, diverse famiglie nel lutto peri Caduti. Quanto sconcerto! A Mozzanica, come nel resto d'Italia, serpeggiava il malcontento e covava la protesta. Il socialismo di allora lavorava attivamente.

Fu così che il vicario di Mozzanica, don Gaspare Paltenghi, intuendo che bisognava agire per la comunità ed a favore della gente lanciò l'idea di costituire una Cassa Rurale, stilando un programma di lavoro.

Ma qui in paese incontrò numerosissime opposizioni da parte dei proprietari e purtroppo anche dal parroco don Luigi Savi, che in quel frangente non intuiva la preziosità di avere una banca per la povera gente.
Vennero fatte pubblicazioni su giornali che presentarono don Paltenghi come un prete rivoluzionario, un arruffapopoli e simili epiteti e calunnie di ogni sorta che colpirono profondamente l'animo di don Paltenghi.

Dovette di conseguenza ritirarsi a tempo, per una ripresa in momenti più opportuni. Troppo tardi il parroco don Savi si accorse dello sbaglio di aver favorito i ricchi in contrapposizione ai contadini ed operai, cercando quindi di attuare il desiderio dell'allora curato don Gaspare di istituire nella comunità la Cassa Rurale. Venne cosi costituita il 2 settembre 1920, davanti al notaio Nosari Francesco. Erano personalmente presenti i signori: Raimondi Antonio, Baita Costante, Franzosi Giuseppe, Minuti Giacomo, Ghilardi Valerio, De Angeli Pietro, Manzotti Giovanni, Raimondi Giovanni, Colpani Luciano, Colpani Giuseppe, Bergamaschi Giulio, Piana Eugenio, Magni Giovanni e Savi don Luigi.

Queste persone dichiararono di costituire, siccome tra di loro costituirono, una Società Cooperativa in nome collettivo denominata CASSA RURALE DI MOZZANICA, con sede in Mozzanica.
Il primo consiglio d'amministrazione risultava così composto: Raimondi Antonio, presidente; Baita Costante, vice presidente; a consiglieri venivano nominati Franzosi Giuseppe, Piana Eugenio, Minuti Giacomo, Ghilardi Valerio, Magni Francesco; a sindaci effettivi Colpani Giuseppe, Manzotti Giovanni, Bergamaschi Giulio ed a sindaci supplenti Raimondi Giovanni e De Angeli Pietro.

Questi Signori dunque costituirono il neo consiglio d'amministrazione. Lo scopo della Società era il miglioramento morale ed economico dei suoi membri, escluso qualunque fine politico. La quota sociale era fissata in £. 15. Pertanto 14 volonterosi, molto spronati da don Paltenghi diedero inizio ad una opera di promozione umana e sociale fondata sulla solidarietà e mutualità.

Il Parroco don Luigi Savi, da inizialmente scettico, divenne poi animatore ed egli stesso consigliere della società, svolgendo le funzioni di primo cassiere della neonata cooperativa.

In due stanzette piccole e misere si aprì lo sportello della Cassa e cominciò l'acquisizione di nuovi soci, dei depositi e la concessione del primo prestito pari a £. 100.

Erano anni difficili, appena seguenti la prima guerra mondiale e, il piccolo prestito ottenuto, dava tranquillità alla famiglia che ne usufruiva e permetteva al contadino l'acquisto delle sementi e del bestiame a condizioni eque, contro l'usura del tempo. I beneficiari dei prestiti erano tutti i soci. Negli anni seguenti si contarono sino a 120 soci, in massima parte agricoltori. L'agricoltura era infatti l'unica risorsa di un paese povero di mezzi, ma ricco di braccia, che non sempre potevano svolgere un lavoro proficuo. Ricordiamo che le C. R. avevano i 4/5 della base sociale composta da agricoltori. In seguito, allargata anche agli artigiani dalla legge bancaria del 1933.

Passarono gli anni e la vita della Cassa Rurale proseguì con la sua opera benefica limitata da scarsi mezzi fiduciari: sopperendo nel concedere non molto ai tanti che ne avevano bisogno. Non sempre le cose andavano per il meglio, ma si operava per la sopravvivenza della istituzione societaria, in attesa di tempi migliori.

Ricordiamo in ordine cronologico i presidenti di quegli anni difficili: Raimondi Antonio, Baita Costante, Colpani Luciano, ai quali va il nostro ricordo.

Da tenere presente inoltre una novità: in osservanza delle norme contenute nella legge bancaria dell'anno 1933 modificate nel '36 venne aggiunta pure la dizione ARTIGIANA, così che da allora e sino al 1995 si chiamò Cassa Rurale ed Artigiana. Avanzando un po' negli anni, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale con le relative morti, distruzioni, rovine, danni e disastri per tutti, emerge che il 1946 è un anno decisivo per le sorti della Cassa Rurale.

Un provvidenziale premio di 2 milioni sui buoni del Tesoro rese possibile l'acquisto dell'area e l'inizio della costruzione di una sede propria. Il funzionamento della Cassa era affidato a due impiegati che, ben coadiuvati dal Consiglio d'Amministrazione facevano opera di sviluppo. Tra i clienti della Cassa figuravano anche i non soci, che venivano invogliati a depositare i loro risparmi.

I depositi fiduciari raggiunsero a fine 1946 la cifra di 22 milioni, necessaria premessa di sviluppo futuro della Cassa Rurale, ormai, insediatasi in una sua sede appropriata, (annata 1946/47) in Via Umberto I. Sotto la guida dei Presidenti: Ceresoli Remigio, Robecchi Francesco, Dognini Gerolamo, Moretti Luigi, Dognini Carlo, Rossini Lino coadiuvati dalla direzione dello scomparso Ceresoli rag. Edoardo i depositi della clientela raggiungevano i seguenti livelli:
1950 £. 34 milioni
1960 £. 176 milioni
1970 £. 1.294 milioni
1980 £. 8.892 milioni
1990 £. 34.960 milioni
e al 30.06.2000 £. 122 miliardi.
Questo fa onore al Consiglio e alla Direzione attuali ma anche al Personale dipendente. Soprattutto però il grazie va espresso alla Clientela che vede nella Banca un punto di riferimento solido.

Altre due note meritano di essere richiamate alla memoria:
- nell'anno 1991 l'apertura della filiale a Fara Olivana con Sola;
- nell'anno 1992 l'inaugurazione della moderna ed ospitale sede in Mozzanica.

La Cassa Rurale ed Artigiana di Mozzanica, nell'anno 1995 in ossequio alle nuove disposizioni di legge, ha dovuto modificare lo statuto societario ed ha assunto la nuova denominazione di BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI MOZZANICA.

Modifica sostanziale è l'abolizione della quota numerica riservata alla qualifica di agricoltori oppure artigiani per diventare soci. Ora, tutti i clienti di competenza territoriale della banca, possono chiedere di essere ammessi come soci della Banca.

La nostra BCC è costantemente presente sul territorio anche riguardo alle opere sociali e pubbliche realizzate pure con il contributo economico e finanziario della banca attraverso la famosa "beneficenza". Le opere costruite e le iniziative attuate, dimostrano nella realtà l'importanza fondamentale dell'uso delle somme a disposizione per la beneficenza e spese in strutture oppure manifestazioni a favore della comunità mozzanichese.

Lo scopo principale della fondazione delle Casse Rurali stava nella solidarietà e mutualità dei soci per l'aiuto a chi viveva nel bisogno. Oltre ad un grande principio Cristiano è anche nobile ideale riconosciuto nel mondo intero.